
Il problema della dispersione scolastica non riguarda soltanto l’Italia, ma è un fenomeno, che si estende anche agli altri Paesi dell’Unione Europea.
Date le dimensione di questo problema, che investe i giovani d’età compresa tra i quattordici ed i ventidue anni, l’Unione Europea ha messo in moto dei progetti per recuperare la professionalità di questi ragazzi, e quindi fornire loro degli strumenti per adeguarsi ai repentini cambiamenti del mercato del lavoro del terzo millennio.
Come per il passato la dispersione scolastica colpisce maggiormente gli istituti professionali (8,93%) e gli istituti d’Arte (6,49%) mentre il fenomeno è più contenuto nei Licei Scientifici (1,84%). A rischio abbandono soprattutto il primo e secondo anno di corso che complessivamente in Italia ha riportato una astensione dagli studi del 6,4% con un picco nelle isole pari al 10,21%.
I progetti attivati sulla dispersione scolastica sono nati dall’esigenza di creare opportunità, sin dalla scuola materna, atte a far emergere potenzialità inespresse, rovesciando perciò il pensiero dell’alunno demotivato: “non sono buono per la scuola”, in una riflessione interna delle Istituzioni e degli operatori “la scuola è buona per tutti gli alunni?”. Sulla base di questa riflessione si è avvertita la necessità di spostare l’obiettivo scolastico dalla valutazione alla formazione, che attraverso percorsi integrati di inserimento, permanenza e reinserimento dei soggetti a rischio, contribuisca a ridurre in modo drastico il problema della dispersione scolastica.
Da questa opportunità prende avvio il progetto “Terre cotte e crude”, lo stesso nasce in un’ottica di prevenzione che porta le Istituzioni Scolastiche e gli operatori del Settore, ad agire a monte, sin dalla scuola del I e II ciclo.
Ideazione e Realizzazione del progetto sono a cura dell'Associazione Arcadia.
Per maggiori informazioni scrivi a progettazione@arcadiaformazione.it